La mammografia è l’esame di riferimento per la diagnosi precoce del tumore al seno. Tuttavia, quando si parla di prevenzione, è normale avere dubbi: a che età iniziare? Ogni quanto ripeterla? È meglio la mammografia o l’ecografia?
Fare chiarezza su questi aspetti è fondamentale per costruire un percorso di prevenzione efficace e personalizzato, in base alle proprie caratteristiche e ai fattori di rischio.
A che età iniziare la mammografia?
In assenza di sintomi, la mammografia è generalmente consigliata a partire dai 40 anni, età in cui il rischio di sviluppare tumore al seno aumenta e lo screening si dimostra particolarmente efficace.
In presenza di familiarità importante o mutazioni genetiche (come BRCA), il percorso di prevenzione può iniziare prima e includere esami aggiuntivi, come la risonanza magnetica mammaria.
La risonanza è indicata anche in altri contesti specifici. Per esempio la risonanza magnetica è particolarmente utile anche nella valutazione pre-operatoria delle neoplasie mammarie, per individuare eventuali multifocalità o multicentricità della malattia, e in alcuni casi di noduli localizzati nei territori periferici della mammella.
Non esiste però un’unica regola valida per tutte: il percorso deve essere definito dal radiologo in base al profilo individuale.
Presso la Clinica La Quiete a Varese, la prevenzione mammaria viene personalizzata considerando età, densità del seno e fattori di rischio.
Ogni quanto fare la mammografia?
La frequenza dei controlli non dipende solo dall’età, ma anche dalla densità della mammella, dai fattori di rischio personali e dalla storia clinica.
In Regione Lombardia, lo screening mammografico organizzato è rivolto alle donne:
- tra i 45 e i 49 anni con cadenza annuale
- tra i 50 e i 74 anni con cadenza biennale
Al di fuori dei programmi di screening, la periodicità dei controlli viene definita dal radiologo sulla base delle caratteristiche individuali della paziente.
In presenza di mammella densa, familiarità per tumore alla mammella o altri fattori di rischio, può essere indicato un controllo più ravvicinato o integrato con ecografia mammaria o risonanza magnetica.
Per motivi di radioprotezione, in assenza di indicazioni cliniche specifiche l’intervallo tra due mammografie non dovrebbe essere inferiore a 12 mesi.
Mammografia o ecografia al seno?
Mammografia ed ecografia non sono esami alternativi, ma complementari.
La mammografia è il test di primo livello nello screening perché consente di individuare anche lesioni non palpabili, spesso in fase molto precoce.
L’ecografia mammaria, invece, viene utilizzata come completamento dell’esame mammografico, soprattutto nelle donne con seno denso, oppure in presenza di noduli palpabili o sintomi clinici. Nelle donne sotto i 40 anni, in assenza di fattori di rischio significativi, l’ecografia può rappresentare il primo esame indicato in caso di alterazioni cliniche, insieme all’autopalpazione periodica.
Cos’è il seno denso e perché è importante?
La densità mammaria indica il rapporto tra tessuto ghiandolare e tessuto adiposo.
Un seno denso può rendere più difficile l’interpretazione della mammografia, perché alcune lesioni possono risultare meno visibili.
Per questo motivo, in presenza di mammella densa il radiologo può indicare l’associazione con ecografia mammaria o altri esami di approfondimento, per migliorare l’accuratezza diagnostica. È il radiologo, dopo aver valutato le immagini, a indicare il percorso più appropriato.
E se compaiono sintomi?
La prevenzione non sostituisce l’attenzione ai segnali del corpo.
È importante rivolgersi allo specialista in presenza di:
- nodulo palpabile;
- secrezione dal capezzolo;
- retrazione cutanea; o
- gonfiore o linfonodi ascellari.
In questi casi è necessario eseguire una valutazione clinica e diagnostica mirata, indipendentemente dall’età o dall’ultimo controllo effettuato.
Prevenzione e diagnosi precoce
Il tumore al seno, se individuato nelle fasi iniziali, presenta elevate possibilità di trattamento efficace.
Seguire un programma di controlli regolari significa prendersi cura della propria salute in modo consapevole, aumentando le possibilità di diagnosi precoce.
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